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Sara Capasso

Riportiamo il post che Sara Capasso ha pubblicato su Facebook. Abbiamo avuto la fortuna di conoscerla nelle sue varie vicissitudini e non abbiamo mai visto mancare in lei la voglia di vivere e lottare. Grazie Sara per quello che ci hai insegnato.

 

In questi giorni sento la felicità.

Anche il freddo, l’umidità, la pioggia sui capelli che si appiccicano alla faccia, un minimo ma importante fastidio per questa primavera con una crisi d’identità.

Ma, più di tutto, sento la felicità.
Mi si affaccia agli occhi quando rientro dal lavoro e la mia mente è libera di pensare solo a quello che mi sta accadendo.
La felicità sa di meraviglia.
Mi apre la bocca dalla stupore e mi tiene ferma sulla porta con le chiavi in mano, facendomi dimenticare di quello che sto facendo.
Due mesi fa, mentre ero ancora in ospedale, dopo giorni di isolamento, alla fine di anni di sforzi, speranze disilluse, rinate, rubate, sprazzi di sole tra infiniti temporali, fissavo le pareti azzurre della mia camera sterile e piangevo.
Pensavo che la mia vita fosse destinata a uno stato di trance, bloccata nel limbo destinato a chi ha vissuto già troppo, a chi nel fiore degli anni si sente troppo vecchio per essere giovane, beffato dalla vita, risputato al mondo con mille ammaccature.
Viva.
Salva.
Guarita.

(Inter)rotta.

So che sembra una frase fatta e io non le sopporto, ma mi sento di dire, mi sento di essere la prova del fatto che non è MAI finita.

In questi anni ho imparato tanto e sono grata di aver potuto vivere e superare l’esperienza della malattia.
Senza il mio linfoma, ora sarei diversa.
Avrei i capelli, ragazzi! Belli, lucidi, lunghi, avrei pure le sopracciglia più folte e non dovrei sempre riempirle con la matita.
Ma non sarei qui con il cuore libero dalla rabbia, non avrei mai imparato l’arte di perdonare, la sola cosa che per davvero può salvare la vita”.

La felicità bussa alla porta di ognuno, quando non si è pronti, quando non la si sta aspettando, perché non è vero che siamo sempre recettivi, in realtà non lo siamo quasi mai.
Abbiamo gli impegni, lo stress, il lavoro, gli amici che ci deludono, la famiglia che dà sempre un problema, i soldi che non bastano e la macchina che si rompe.

Io vi auguro l’amore.
Per voi stessi.
Amatevi tanto, anche quando non vi piacerà il vostro riflesso nello specchio, amate i momenti di stanchezza, concedetevi il tempo per coccolare la vostra anima, per mangiare sano e camminare nel bosco, per guardare dritto nel sole e poi non vedere più niente per 10 secondi, amate il buio e il silenzio pieni di pensieri, prendetevi cura dei vostri sogni.

A chi si sente fragile e non lo sa,
la vita ci dà radici profonde.

(aggiornamento del 6 luglio 2017)

Sara Capasso non ce l’ha fatta. La giovane omegnese si è spenta questa mattina intorno alle 5, vinta da un male incurabile contro cui aveva combattuto fino all’ultimo con una forza di volontà e una tenacia fuori dal comune. Sara qualche mese fa aveva coronato il sogno della sua vita: scrivere e vedere pubblicato un suo libro. ‘La ragazza con il pelouche’, scritto insieme al giornalista della Gazzetta dello Sport Nicola Binda, ha avuto un grande successo. Per la verità poi l’altro suo grande sogno lo ha coronato due settimane fa, quando il suo fidanzato Mike La Fratta la ha sposata. Un altro gesto d’amore eccezionale.
Ciao Sara